Il mostro che ho nella testa

Un grande buio offusca la mia mente: il “mostro” ti chiamo io, distorci la realtà, con mille artigli laceri ogni certezza e mi costringi alla lotta tra il reale e l’artefatto. Il mio corpo sotto l’effetto dei farmaci si deforma e non si capisce se vivi solo nella mia testa, perché lo specchio ti mostra anche da fuori. Questa è la mia malattia, la depressione, la solitudine, il buio. Da qui riparto perché ho pensato spesso di poter fare il viaggio da sola e ogni volta invece facevi capolino da un ricordo, da un odore o più semplicemente passavi e mi salutavi illudendomi di aver abbandonato la mia mente. Invece no: ero io che ti tenevo per mano.

Un tuffo nel profondo

Il bisogno di estirpare un qualcosa di profondo che non permette di respirare, di sentirsi finalmente liberi in una realtà che impedisce di vivere la nostra reale natura. Inabissarsi, e da lì scrutarsi. Qui e solo qui viaggio. Sensazioni vissute che tracciano parole dal gusto intatto, per descrivere le mie emozioni. Troppe volte scordiamo la bellezza di cui siamo custodi. Spero il lettore ritrovi in queste pagine anche un po’ di se stesso.