La casa nel vicolo

Maria Messina (1887-1944) elesse la sua Mistretta per poter descrivere non solo la realtà del piccolo borgo messinese e le condizioni degli umili, ma in forma inedita il rapporto di oppressione fra uomo e donna, l’assenza di una emancipazione (sociale, culturale, di genere) che la pesante marcia delle riforme statali sceglieva di relegare ai margini e dimenticare volutamente, accentandola come inevitabile.

Il lavoro attraente, piacevole, dignitoso

Il lavoro è prerogativa anzitutto dei lavoratori, che debbono poter pensare alla propria attività come feconda e utile abbandonando, si spera, le lotte per il lavoro e praticando le lotte per il riposo, poiché il lavoro non è un atto eroico né una professione di fede ma una libera e dignitosa espressione dell’attività umana, che evolve nella tecnica e si adatta alle reali esigenze della società.

Suo marito

Quando Luigi Pirandello (1867–1936), Premio Nobel per la Letteratura nel 1934, pubblicò nel 1911 presso l’editore fiorentino Quattrini il romanzo Suo marito non pochi sospettarono che l’autore si riferisse al futuro Premio Nobel Grazia Deledda: al tempo era noto il ruolo del marito della scrittrice sarda, funzionario ministeriale, come imprenditore artistico della moglie.

Donna Mimma

Luigi Pirandello (1867–1936) pubblicò la novella Donna Mimma nel 1925 all’interno della collezione Novelle per un anno, opera in quindici volumi mai terminata dall’autore e portata alle stampe da Bemporad e Mondadori tra gli anni 1922 e 1937.

L’esclusa

Luigi Pirandello (1867–1936) pubblicò il romanzo a puntate L’Esclusa sulla rivista «La Tribuna» nel 1901, pur avendolo terminato anni prima nel 1893 con il nome di Marta Ajala. Successivamente lo stesso romanzo fu dato alle stampe dall’editore Treves nell’anno 1919.

The Borgias

Alexandre Dumas selected some of the most famous crimes and criminals from European history and described facts and protagonists with a particular attention to curious details and historical documents.

Sogno di una notte di mezza estate

Quest’anno ho voluto proporre ai miei alunni un laboratorio teatrale piuttosto “impegnativo”. Tanto per evadere un po’ dai testi teatrali prettamente scolastici, ho raccontato ai miei alunni di classe quarta la fiaba Sogno di una notte di mezz’estate di William Shakespeare.