Leonardo Da Vinci

“Trattato della Pittura”

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Questo bellissimo Trattato della pittura fu pubblicato postumo attingendo a una copia manoscritta. Dunque non conosciamo la versione originale del prezioso manuale di Leonardo Da Vinci (1452-1519).
La versione qui riprodotta si riferisce al Codex Urbinas Latinus 1270, collocato presso la Biblioteca apostolica vaticana, e comprende oltre duecentoventi disegni originali a corredo dell’opera.
All’interno, più di novecento dettagliati insegnamenti su come raffigurare la prospettiva, le ombre e le luci, i diversi movimenti dell’uomo e i profili degli alberi, dei monti e delle nuvole. Leonardo Da Vinci osserva e misura il mondo coi propri occhi e stabilisce le più precise regole della sua raffigurazione.
L’auspicio rivolto al lettore di questo Trattato è che la comprensione dei numerosi suggerimenti del Maestro possa condurre a una più attenta osservazione della Natura e del modo attraverso il quale siamo abituati a percepirla, prendendone le distanze, confrontandoci con essa.

Capitoli:

  • Parte prima.
    • 1. Se la pittura è scienza o no.
    • 2. Esempio e differenza tra pittura e poesia.
    • 3. Quale scienza è piú utile, ed in che consiste la sua utilità.
    • 4. Delle scienze imitabili, e come la pittura è inimitabile, però è scienza.
    • 5. Come la pittura abbraccia tutte le superficie de’ corpi, ed in quelli si estende.
    • 6. Come la pittura abbraccia le superficie, figure e colori de’ corpi naturali, e la filosofia sol s’estende nelle lor virtú naturali.
    • 7. Come l’occhio meno s’inganna ne’ suoi esercizi, che nessun altro senso, in luminosi, o trasparenti, ed uniformi, e mezzi.
    • 8. Come chi sprezza la pittura non ama la filosofia, né la natura.
    • 9. Come il pittore è signore d’ogni sorta di gente e di tutte le cose.
    • 10. Del poeta e del pittore.
    • 11. Esempio tra la poesia e la pittura.
    • 12. Qual è di maggior danno alla specie umana, o perder l’occhio o l’orecchio.
    • 13. Come la scienza dell’astrologia nasce dall’occhio, perché mediante quello è generata.
    • 14. Pittore che disputa col poeta.
    • 15. Come la pittura avanza tutte le opere umane per sottili speculazioni appartenenti a quella.
    • 16. Differenza che ha la pittura con la poesia.
    • 17. Che differenza è dalla pittura alla poesia.
    • 18. Differenza infra poesia e pittura.
    • 19. Della differenza ed ancora similitudine che ha la pittura con la poesia.
    • 20. Dell’occhio.
    • 21. Disputa del poeta col pittore, e che differenza è da poesia a pittura.
    • 22. Arguizione del poeta contro il pittore.
    • 23. Risposta del re Mattia ad un poeta che gareggiava con un pittore.
    • 24. Conclusione infra il poeta ed il pittore.
    • 25. Come la musica si dee chiamare sorella e minore della pittura.
    • 26. Parla il musico col pittore.
    • 27. Il pittore dà i gradi delle cose opposte all’occhio, come il musico dà delle voci opposte all’orecchio.
    • 28. Conclusione del poeta, del pittore e del musico.
    • 29. Quale scienza è meccanica, e quale non è meccanica.
    • 30. Perché la pittura non è connumerata nelle scienze.
    • 31. Comincia della scultura, e s’essa è scienza o no.
    • 32. Differenza tra la pittura e la scultura.
    • 33. Il pittore e lo scultore.
    • 34. Come la scultura è di minore ingegno che la pittura, e mancano in lei molte parti naturali.
    • 35. Dello scultore e del pittore.
    • 36. Comparazione della pittura alla scultura.
    • 37. Escusazione dello scultore.
    • 38. Dell’obbligo che ha la scultura col lume, e non la pittura.
    • 39. Differenza ch’è dalla pittura alla scultura.
    • 40. Della pittura e della poesia.
  • Parte seconda.
    • 41. Del primo principio della scienza della pittura.
    • 42. Principio della scienza della pittura.
    • 43. Del secondo principio della pittura.
    • 44. In che si estende la scienza della pittura.
    • 45. Quello che deve prima imparare il giovane.
    • 46. Quale studio deve essere ne’ giovani.
    • 47. Quale regola si deve dare a’ putti pittori.
    • 48. Della vita del pittore nel suo studio.
    • 49. Notizia del giovane disposto alla pittura.
    • 50. Precetto.
    • 51. In che modo deve il giovane procedere nel suo studio.
    • 52. Del modo di studiare.
    • 53. A che similitudine dev’essere l’ingegno del pittore.
    • 54. Del giudizio del pittore.
    • 55. Discorso de’ precetti del pittore.
    • 56. Precetto del pittore.
    • 57. Precetti del pittore.
    • 58. Dell’essere universale nelle sue opere.
    • 59. Precetto.
    • 60. Precetti del pittore.
    • 61. Precetto intorno al disegno dello schizzare storie e figure.
    • 62. Dell’operatore della pittura e suoi precetti.
    • 63. Modo d’aumentare e destare l’ingegno a varie invenzioni.
    • 64. Dello studiare insino quando ti desti, o innanzi tu ti dormenti nel letto allo scuro.
    • 65. Piacere del pittore.
    • 66. De’ giuochi che debbono fare i disegnatori.
    • 67. Che si deve prima imparare la diligenza che la presta pratica.
    • 68. S’egli è meglio disegnare in compagnia o no.
    • 69. Modo di bene imparare a mente.
    • 70. Come il pittore non è laudabile s’egli non è universale.
    • 71. Della trista suasione di quelli che falsamente si fanno chiamare pittori.
    • 72. Come il pittore dev’esser vago di udire, nel fare dell’opera, il giudizio di ognuno.
    • 73. Come nelle opere d’importanza l’uomo non si deve mai fidare tanto nella sua memoria, che non degni ritrarre dal naturale.
    • 74. Di quelli che biasimano chi disegna alle feste, e che investiga le opere di Dio.
    • 75. Delle varietà delle figure.
    • 76. Dell’essere universale.
    • 77. Dell’errore di quelli che usano la pratica senza la scienza.
    • 78. Dell’imitare pittori.
    • 79. Ordine del disegnare.
    • 80. Del ritrarre di naturale.
    • 81. Del ritrarre una qualunque cosa.
    • 82. Come deve essere alto il lume da ritrarre di naturale.
    • 83. Quali lumi si debbono eleggere per ritrarre le figure de’ corpi.
    • 84. Delle qualità del lume per ritrarre rilievi naturali o finti.
    • 85. Del ritrarre i nudi.
    • 86. Del ritrarre di rilievo finto o di naturale.
    • 87. Modo di ritrarre un sito col vetro.
    • 88. Dove si debbono ritrarre i paesi.
    • 89. Del ritrarre le ombre de’ corpi al lume di candela o di lucerna.
    • 90. In che termine si debba ritrarre un volto a dargli grazia d’ombre e lumi.
    • 91. Modo di ritrarre d’ombra semplice e composta.
    • 92. Del lume dove si ritraggono le incarnazioni de’ volti, o ignudi.
    • 93. Del ritrarre figure per istorie.
    • 94. A imparare a far bene un posato.
    • 95. In qual tempo si deve studiare la elezione delle cose.
    • 96. Delle attitudini.
    • 97. Per ritrarre un ignudo dal naturale od altra cosa.
    • 98. Misure o compartizioni della statua.
    • 99. Modo di ritrarre di notte un rilievo.
    • 100. Come il pittore si deve acconciare al lume col suo rilievo.
    • 101. Della qualità del lume.
    • 102. Dell’inganno che si riceve nel giudizio delle membra.
    • 103. Come al pittore è necessario sapere l’intrinseca forma dell’uomo.
    • 104. Del difetto che hanno i maestri di replicare le medesime attitudini de’ volti.
    • 105. Del massimo difetto de’ pittori.
    • 106. Precetto, che il pittore non s’inganni nell’elezione della figura in che esso fa l’abito.
    • 107. Difetto de’ pittori che ritraggono una cosa di rilievo in casa a un lume, e poi la mettono in campagna ad altro lume.
    • 108. Della pittura e sua divisione.
    • 109. Figura e sua divisione.
    • 110. Proporzione di membra.
    • 111. Del fuggire le calunnie de’ giudizi varî che hanno gli operatori della pittura.
    • 112. De’ movimenti e delle operazioni varie.
    • 113. Fuggi i profili, cioè i termini espediti delle cose.
    • 114. Come nelle cose piccole non s’intendono gli errori come nelle grandi.
    • 115. Perché la pittura non può mai parere spiccata come le cose naturali.
    • 116. Perché i capitoli delle figure l’uno sopra l’altro è opra da fuggire.
    • 117. Qual pittura è meglio usare nel far parer le cose spiccate.
    • 118. Qual è piú di discorso ed utilità, o i lumi ed ombre de’ corpi, o i loro lineamenti.
    • 119. Qual è di maggiore importanza, o il movimento creato dagli accidenti diversi degli animali, o le loro ombre e lumi.
    • 120. Qual è di piú importanza, o che la figura abbondi in bellezza di colori, o in dimostrazioni di gran rilievo.
    • 121. Qual è piú difficile, o le ombre e i lumi, o pure il disegno buono.
    • 122. Precetti del pittore.
    • 123. Memoria che si fa l’autore.
    • 124. Precetti di pittura.
    • 125. Precetti di pittura.
    • 126. Come fu la prima pittura.
    • 127. Come la pittura dev’essere vista da una sola finestra.
    • 128. Delle prime otto parti in che si divide la pittura.
    • 129. Come la pittura si divide in cinque parti.
    • 130. Delle due parti principali in che si divide la pittura.
    • 131. Della pittura lineale.
    • 132. Della pittura, cioè delle ombre.
    • 133. Delle parti e qualità della pittura.
    • 134. Della elezione de’ bei visi.
    • 135. Della elezione dell’aria, che dà grazia ai volti.
    • 136. Delle bellezze e bruttezze.
    • 137. Delle bellezze.
    • 138. De’ giudicatori di varie bellezze in varî corpi, e di pari eccellenza.
    • 139. Come si debbono figurare i putti.
    • 140. Come si debbono figurare i vecchi.
    • 141. Come si debbono figurare le donne.
    • 142. Come si debbono figurare le vecchie.
    • 143. Come si deve figurare una notte.
    • 144. Come si deve figurare una fortuna.
    • 145. Come si deve figurare una battaglia.
    • 146. Del modo di condurre in pittura le cose lontane.
    • 147. Come l’aria si deve far piú chiara quanto piú la fai finire bassa.
    • 148. A fare che le figure spicchino dal loro campo.
    • 149. Del figurare le grandezze delle cose dipinte.
    • 150. Delle cose finite, e delle confuse.
    • 151. Delle figure che sono separate, acciocché non paiano congiunte.
    • 152. Se il lume deve esser tolto in faccia alle figure, o da parte, e quale dia piú grazia.
    • 153. Della riverberazione.
    • 154. Dove non può essere riverberazione luminosa.
    • 155. De’ riflessi.
    • 156. De’ riflessi de’ lumi che circondano le ombre.
    • 157. Dove i riflessi de’ lumi sono di maggiore o minor chiarezza.
    • 158. Qual parte del riflesso sarà piú chiara.
    • 159. De’ colori riflessi della carne.
    • 160. Dove i riflessi sono piú sensibili.
    • 161. De’ riflessi duplicati e triplicati.
    • 162. Come nessun colore riflesso è semplice, ma è misto con le specie degli altri colori.
    • 163. Come rarissime volte i riflessi sono del colore del corpo dove si congiungono.
    • 164. Dove piú si vedrà il riflesso.
    • 165. De’ riflessi.
    • 166. Riflessione.
    • 167. De’ colori de’ riflessi.
    • 168. De’ termini de’ riflessi nel loro campo.
    • 169. Del modo d’imparar bene a comporre insieme le figure nelle istorie.
    • 170. Del porre prima una figura nell’istoria.
    • 171. Del collocar le figure.
    • 172. Modo del comporre le istorie.
    • 173. Del comporre le istorie.
    • 174. Varietà d’uomini nelle istorie.
    • 175. Dell’imparare i movimenti dell’uomo.
    • 176. Come il buon pittore ha da dipingere due cose, l’uomo e la sua mente.
    • 177. Del comporre le istorie in prima bozza.
    • 178. Di non far nelle istorie troppi ornamenti alle figure.
    • 179. Della varietà nelle istorie.
    • 180. Dell’istoria.
    • 181. Convenienze delle parti delle istorie.
    • 182. Del diversificare le arie de’ volti nelle istorie.
    • 183. Del variare valetudine, età e complessione dei corpi nelle istorie.
    • 184. De’ componimenti delle istorie.
    • 185. Precetto del comporre le istorie.
    • 186. Dell’accompagnare i colori l’uno con l’altro, in modo che l’uno dia grazia all’altro.
    • 187. Del far vivi e belli i colori nelle tue pitture.
    • 188. De’ colori delle ombre di qualunque colore.
    • 189. Delle varietà che fanno i colori delle cose remote o propinque.
    • 190. In quanta distanza si perdono i colori delle cose integralmente.
    • 191. In quanta distanza si perdono i colori degli obietti dell’occhio.
    • 192. Colore d’ombra del bianco.
    • 193. Qual colore farà ombra piú nera.
    • 194. Del colore che non mostra varietà in varie grossezze d’aria.
    • 195. Della prospettiva de’ colori.
    • 196. Del colore che non si muta in varie grossezze d’aria.
    • 197. Se i colori varî possono parere di una uniforme oscurità mediante una medesima ombra.
    • 198. Della causa de’ perdimenti de’ colori e figure de’ corpi mediante le tenebre che paiono e non sono.
    • 199. Come nessuna cosa mostra il suo vero colore, se essa non ha lume da un altro simil colore.
    • 200. De’ colori che si dimostrano variare dal loro essere mediante i paragoni de’ loro campi.
    • 201. Della mutazione de’ colori trasparenti dati o misti sopra diversi colori con la loro diversa relazione.
    • 202. Qual parte di un medesimo colore si dimostra piú bella in pittura.
    • 203. Come ogni colore che non lustra è piú bello nelle sue parti luminose che nelle ombrose.
    • 204. Dell’evidenza de’ colori.
    • 205. Qual parte del colore ragionevolmente deve esser piú bella.
    • 206. Come il bello del colore dev’essere ne’ lumi.
    • 207. Del color verde fatto dalla ruggine di rame.
    • 208. Aumentazione di bellezza nel verderame.
    • 209. Della mistione de’ colori l’uno con l’altro, la qual mistione si estende verso l’infinito.
    • 210. Della superficie d’ogni corpo ombroso.
    • 211. Qual è la superficie piú ricettiva di colori.
    • 212. Qual parte del corpo si tingerà piú del colore del suo obietto.
    • 213. Qual parte della superficie de’ corpi si dimostrerà di piú bel colore.
    • 214. Delle incarnazioni de’ volti.
    • 215. Modo per ritrarre di rilievo e preparare la carta per questo.
    • 216. Della varietà di un medesimo colore in varie distanze dall’occhio.
    • 217. Della verdura veduta in campagna.
    • 218. Qual verdura parrà partecipare piú d’azzurro.
    • 219. Qual è quella superficie che meno che le altre dimostra il suo vero colore.
    • 220. Qual corpo ti mostrerà piú il suo vero colore.
    • 221. Della chiarezza de’ paesi.
    • 222. Prospettiva comune, e della diminuzione de’ colori in lunga distanza.
    • 223. Delle cose specchiate nelle acque de’ paesi, e prima dell’aria.
    • 224. Diminuzione de’ colori pel mezzo interposto infra loro e l’occhio.
    • 225. De’ campi che si convengono alle ombre ed ai lumi.
    • 226. Come si deve riparare quando il bianco termina in bianco o l’oscuro in oscuro.
    • 227. Della natura de’ colori de’ campi sopra i quali campeggia il bianco.
    • 228. De’ campi delle figure.
    • 229. De’ campi delle cose dipinte.
    • 230. Di quelli che in campagna fingono la cosa piú remota farsi piú oscura.
    • 231. De’ colori delle cose remote dall’occhio.
    • 232. Gradi di pittura.
    • 233. Dello specchiamento e colore dell’acqua del mare veduto da diversi aspetti.
    • 234. Della natura de’ paragoni.
    • 235. Del colore dell’ombra di qualunque corpo.
    • 236. Della prospettiva de’ colori ne’ luoghi oscuri.
    • 237. Prospettiva de’ colori.
    • 238. De’ colori.
    • 239. Da che nasce l’azzurro dell’aria.
    • 240. De’ colori.
    • 241. De’ colori.
    • 242. De’ campi delle figure de’ corpi dipinti.
    • 243. Perché il bianco non è colore.
    • 244. De’ colori.
    • 245. De’ colori de’ lumi incidenti e riflessi.
    • 246. De’ colori delle ombre.
    • 247. Delle cose poste in campo chiaro, e perché tal uso è utile in pittura.
    • 248. De’ campi.
    • 249. De’ colori.
    • 250. De’ colori che risultano dalla mistione d’altri colori, i quali si dimandano specie seconda.
    • 251. De’ colori.
    • 252. De’ colori specchiati sopra cose lustre di varî colori.
    • 253. De’ colori del corpo.
    • 254. De’ colori.
    • 255. Del vero colore.
    • 256. Del colore delle montagne.
    • 257. Come il pittore deve mettere in pratica la prospettiva de’ colori.
    • 258. Della prospettiva aerea.
  • Parte terza.
  • DE’ VARI ACCIDENTI E MOVIMENTI DELL’UOMO E PROPORZIONE DI MEMBRA.
    • 259. Delle mutazioni delle misure dell’uomo pel movimento delle membra a diversi aspetti.
    • 260. Delle mutazioni delle misure dell’uomo dal nascimento al suo ultimo crescimento.
    • 261. Come i puttini hanno le giunture contrarie agli uomini nelle loro grossezze.
    • 262. Delle differenti misure che v’hanno fra i putti e gli uomini.
    • 263. Delle giunture delle dita.
    • 264. Delle giunture delle spalle, e loro accrescimenti e diminuzioni.
    • 265. Delle spalle.
    • 266. Delle misure universali de’ corpi.
    • 267. Delle misure del corpo umano e piegamenti di membra.
    • 268. Della proporzionalità delle membra.
    • 269. Della giuntura della mano col braccio.
    • 270. Delle giunture de’ piedi, e loro ingrossamenti e diminuzioni.
    • 271. Delle membra che diminuiscono quando si piegano, e crescono quando si distendono.
    • 272. Delle membra che ingrossano nelle loro giunture quando si piegano.
    • 273. Delle membra degli uomini ignudi.
    • 274. De’ moti potenti delle membra dell’uomo.
    • 275. De’ movimenti dell’uomo.
    • 276. Dell’attitudine e de’ movimenti delle membra.
    • 277. Delle giunture delle membra.
    • 278. Della membrificazione dell’uomo.
    • 279. De’ membri.
    • 280. Delle membrificazioni degli animali.
    • 281. De’ moti delle parti del volto.
    • 282. De’ movimenti dell’uomo nel volto.
    • 283. Qualità d’arie de’ visi.
    • 284. De’ membri e descrizione d’effigie.
    • 285. Del fare un’effigie umana in profilo dopo averlo guardato una sola volta.
    • 286. Modo di tener a mente la forma d’un volto.
    • 287. Della bellezza de’ volti.
    • 288. Di fisonomia e chiromanzia.
    • 289. Del porre le membra.
    • 290. Degli atti delle figure.
    • 291. Dell’attitudine.
    • 292. De’ movimenti delle membra, quando si figura l’uomo, che sieno atti propri.
    • 293. Ogni moto della figura finta dev’essere fatto in modo che mostri effetto.
    • 294. De’ moti propri dimostratori del moto della mente del motore.
    • 295. De’ moti propri operati da uomini di diverse età.
    • 296. De’ movimenti dell’uomo e d’altri animali.
    • 297. Di un medesimo atto veduto da varî siti.
    • 298. Della membrificazione de’ nudi e loro operazioni.
    • 299. Degli scoprimenti o coprimenti de’ muscoli di ciascun membro nelle attitudini degli animali.
    • 300. De’ movimenti dell’uomo ed altri animali.
    • 301. Del moto e corso dell’uomo ed altri animali.
    • 302. Quando è maggior differenza d’altezza delle spalle dell’uomo nelle sue azioni.
    • 303. Risposta contra.
    • 304. Come il braccio raccolto muta tutto l’uomo dalla sua prima ponderazione quando esso braccio s’estende.
    • 305. Dell’uomo ed altri animali che nel muoversi con tardità non hanno il centro della gravità troppo remoto dal centro de’ sostentacoli.
    • 306. Dell’uomo che porta un peso sopra le spalle.
    • 307. Della ponderazione dell’uomo sopra i suoi piedi.
    • 308. Dell’uomo che si muove.
    • 309. Della bilicazione del peso di qualunque animale immobile sopra le sue gambe.
    • 310. De’ piegamenti e voltamenti dell’uomo.
    • 311. De’ piegamenti.
    • 312. Della equiponderanza.
    • 313. Del moto umano.
    • 314. Del moto creato dalla distruzione del bilico.
    • 315. Del bilico delle figure.
    • 316. Della grazia delle membra.
    • 317. Della comodità delle membra.
    • 318. D’una figura sola fuori dell’istoria.
    • 319. Quali sono le principali importanze che appartengono alla figura.
    • 320. Del bilicare il peso intorno al centro della gravità de’ corpi.
    • 321. Delle figure che hanno a maneggiare o portar pesi.
    • 322. Delle attitudini degli uomini.
    • 323. Varietà d’attitudini.
    • 324. Delle attitudini delle figure.
    • 325. Dell’attenzione de’ circostanti ad un caso notando.
    • 326. Qualità de’ nudi.
    • 327. Come i muscoli sono corti e grossi.
    • 328. Come i grassi non hanno grossi muscoli.
    • 329. Quali sono i muscoli che spariscono ne’ movimenti diversi dell’uomo.
    • 330. De’ muscoli.
    • 331. Di non far tutti i muscoli alle figure, se non sono di gran fatica.
    • 332. De’ muscoli degli animali.
    • 333. Che il nudo figurato con grand’evidenza di muscoli sarà senza moto.
    • 334. Che le figure ignude non debbono aver i loro muscoli ricercati affatto.
    • 335. Che quelli che compongono grassezza aumentano assai di forza dopo la prima gioventú.
    • 336. Come la natura attende occultare le ossa negli animali quanto può la necessità de’ membri loro.
    • 337. Com’è necessario al pittore sapere la notomia.
    • 338. Dell’allargamento e raccorciamento de’ muscoli.
    • 339. Dove si trova corda negli uomini senza muscoli.
    • 340. Degli otto pezzi che nascono nel mezzo delle corde in varie giunture dell’uomo.
    • 341. Del muscolo che è infra il pomo granato ed il pettignone.
    • 342. Dell’ultimo svoltamento che può far l’uomo nel vedersi a dietro.
    • 343. Quanto si può avvicinare l’un braccio con l’altro di dietro.
    • 344. Quanto si possano traversare le braccia sopra il petto, e che le gomita vengano nel mezzo del petto.
    • 345. Dell’apparecchio della forza nell’uomo che vuol generare gran percussione.
    • 346. Della forza composta dall’uomo, e prima si dirà delle braccia.
    • 347. Quale è maggior potenza nell’uomo, quella del tirare o quella dello spingere.
    • 348. Delle membra che piegano, e che officio fa la carne che le veste in essi piegamenti.
    • 349. Del voltare la gamba senza la coscia.
    • 350. Delle pieghe della carne.
    • 351. Del moto semplice dell’uomo.
    • 352. Del moto composto fatto dall’uomo.
    • 353. De’ moti appropriati agli effetti degli uomini.
    • 354. De’ moti delle figure.
    • 355. De’ movimenti.
    • 356. De’ maggiori o minori gradi degli accidenti mentali.
    • 357. De’ medesimi accidenti che accadono all’uomo di diverse età.
    • 358. Degli atti dimostrativi.
    • 359. Delle diciotto operazioni dell’uomo.
    • 360. Della disposizione delle membra secondo le figure.
    • 361. Della qualità delle membra secondo l’età.
    • 362. Della varietà de’ visi.
    • 363. Della membrificazione degli animali.
    • 364. Come la figura non sarà laudabile s’essa non mostra la passione dell’animo.
    • 365. Come le mani e le braccia in tutte le loro operazioni hanno da dimostrare l’intenzione del loro motore il piú che si può.
    • 366. De’ moti appropriati alla mente del mobile.
    • 367. Come gli atti mentali muovano la persona in primo grado di facilità e comodità.
    • 368. Del moto nato dalla mente mediante l’obietto.
    • 369. De’ moti comuni.
    • 370. Del moto degli animali.
    • 371. Che ogni membro per sé sia proporzionato a tutto il suo corpo.
    • 372. Che se le figure non esprimono la mente sono due volte morte.
    • 373. Dell’osservanza del decoro.
    • 374. Dell’età delle figure.
    • 375. Qualità d’uomini ne’ componimenti delle istorie.
    • 376. Del figurare uno che parli infra piú persone.
    • 377. Come si deve fare una figura irata.
    • 378. Come si figura un disperato.
    • 379. Delle convenienze delle membra.
    • 380. Del ridere e del piangere e differenza loro.
    • 381. De’ posati d’infanti.
    • 382. De’ posati di femmine e di giovanetti.
    • 383. Del rizzarsi l’uomo da sedere di sito piano.
    • 384. Del saltare, e che cosa aumenta il salto.
    • 385. Del moto delle figure nello spingere o tirare.
    • 386. Dell’uomo che vuol trarre una cosa fuor di sé con grand’impeto.
    • 387. Perché quello che vuol ficcare tirando il ferro in terra, alza la gamba opposita incurvata.
    • 388. Ponderazione de’ corpi che non si muovono.
    • 389. Dell’uomo che posa sopra i suoi due piedi, che dà di sé piú peso all’uno che all’altro.
    • 390. De’ posati delle figure.
    • 391. Della ponderazione dell’uomo nel fermarsi sopra i suoi piedi.
    • 392. Del moto locale piú o meno veloce.
    • 393. Degli animali da quattro piedi, e come si muovono.
    • 394. Delle corrispondenze che ha la metà dell’uomo con l’altra metà.
    • 395. Come nel saltare dell’uomo in alto vi si trovano tre moti.
    • 396. Che è impossibile che una memoria riserbi tutti gli aspetti e le mutazioni delle membra.
    • 397. Delle prime quattro parti che si richiedono alla figura.
    • 398. Discorso sopra il pratico.
    • 399. Della pratica cercata con gran sollecitudine dal pittore.
    • 400. Del giudicare il pittore le sue opere e quelle d’altrui.
    • 401. Del giudicare il pittore la sua pittura.
    • 402. Come lo specchio è il maestro de’ pittori.
    • 403. Come si deve conoscere una buona pittura e che qualità deve avere per essere buona.
    • 404. Come la vera pittura stia nella superficie dello specchio piano.
    • 405. Qual pittura è piú laudabile.
    • 406. Qual è il primo obietto intenzionale del pittore.
    • 407. Quale è piú importante, nella pittura, o le ombre o i loro lineamenti.
    • 408. Come si deve dare il lume alle figure.
    • 409. Dove deve star quello che risguarda la pittura.
    • 410. Come si deve porre alto il punto.
    • 411. Che le figure piccole non debbono per ragione esser finite.
    • 412. Che campo deve usare il pittore alle sue opere.
    • 413. Precetto di pittura.
    • 414. Del fingere un sito selvaggio.
    • 415. Come devi far parere naturale un animale finto.
    • 416. De’ siti che si debbono eleggere per fare le cose che abbiano rilievo con grazia.
    • 417. Del dividere e spiccare le figure dai loro campi.
    • 418. Della differenza delle figure in ombre e lumi, poste in diversi siti.
    • 419. Del fuggire l’improporzionalità delle circostanze.
    • 420. Corrispondano i corpi, sí per grandezza come per ufficio, alla cosa di cui si tratta.
    • 421. De’ termini de’ corpi detti lineamenti, ovvero contorni.
    • 422. Degli accidenti superficiali che prima si perdono per le distanze.
    • 423. Degli accidenti superficiali che prima si perdono nel discostarsi de’ corpi ombrosi.
    • 424. Della natura de’ termini de’ corpi sopra gli altri corpi.
    • 425. Della figura che va contro il vento.
    • 426. Delle finestre dove si ritraggono le figure.
    • 427. Perché misurando un viso e poi dipingendolo in tale grandezza esso si dimostrerà maggiore del naturale.
    • 428. Se la superficie d’ogni corpo opaco partecipa del colore del suo obietto.
    • 429. Del moto e corso degli animali.
    • 430. De’ corpi che per sé si muovono o veloci o tardi.
    • 431. Per fare una figura che si dimostri esser alta braccia quaranta in spazio di braccia venti ed abbia membra corrispondenti, e stia dritta in piedi.
    • 432. Per fare una figura nel muro di dodici braccia, che apparisca d’altezza di ventiquattro braccia.
    • 433. Pittura e sua membrificazione e componitori.
    • 434. Pittura e sua definizione.
    • 435. Pittura a lume universale.
    • 436. De’ campi proporzionati ai corpi che in essi campeggiano, e prima delle superficie piane d’uniforme colore.
    • 437. Pittura: di figura e corpo.
    • 438. Pittura: mancherà prima di notizia la parte di quel corpo che sarà di minor quantità.
    • 439. Perché una medesima campagna si dimostra alcuna volta maggiore o minore ch’essa non è.
    • 440. Pittura.
    • 441. Delle città ed altre cose vedute all’aria grossa.
    • 442. De’ raggi solari che penetrano gli spiracoli de’ nuvoli.
    • 443. Delle cose che l’occhio vede sotto sé miste infra nebbia ed aria grossa.
    • 444. Degli edifici veduti nell’aria grossa.
    • 445. Della cosa che si mostra da lontano.
    • 446. Della veduta di una città in aria grossa.
    • 447. De’ termini inferiori delle cose remote.
    • 448. Delle cose vedute da lontano.
    • 449. Dell’azzurro di che si mostrano essere i paesi lontani.
    • 450. Quali sono quelle parti de’ corpi delle quali per distanza manca la notizia.
    • 451. Perché le cose quanto piú si rimuovono dall’occhio manco si conoscono.
    • 452. Perché le torri parallele paiono nelle nebbie piú strette da piedi che da capo.
    • 453. Perché i volti da lontano paiono oscuri.
    • 454. Perché l’uomo visto a certa distanza non è conosciuto.
    • 455. Quali sono le parti che prima si perdono di notizia ne’ corpi che si rimuovono dall’occhio, e quali piú si conservano.
    • 456. Della prospettiva lineare.
    • 457. De’ corpi veduti nella nebbia.
    • 458. Delle altezze degli edifici visti nelle nebbie.
    • 459. Delle città ed altri edifici veduti la sera o la mattina nella nebbia.
    • 460. Perché le cose piú alte poste nella distanza sono piú oscure che le basse, ancoraché la nebbia sia uniforme in grossezza.
    • 461. Delle macchie delle ombre che appariscono ne’ corpi da lontano.
    • 462. Perché sul far della sera le ombre de’ corpi generate in bianca parete sono azzurre.
    • 463. Dove è piú chiaro il fumo.
    • 464. Della polvere.
    • 465. Del fumo.
    • 466. Pittura.
    • 467. Della parte del corpo opaco.
    • 468. Precetto di pittura.
    • 469. De’ termini della cosa bianca.
    • 470. Precetto.
    • 471. Perché la cosa dipinta, ancoraché essa venga all’occhio per quella medesima grossezza d’angolo che quella che è piú remota di essa, non pare tanto remota quanto quella della remozione naturale.
    • 472. Pittura.
    • 473. Del giudizio ch’hai da fare sopra un’opera d’un pittore.
    • 474. Del rilievo delle figure remote dall’occhio.
    • 475. De’ termini de’ membri illuminati.
    • 476. De’ termini.
    • 477. Delle incarnazioni e figure remote dall’occhio.
    • 478. Pittura.
    • 479. Discorso di pittura.
    • 480. Pittura.
    • 481. Perché di due cose di pari grandezza parrà maggiore la dipinta che quella di rilievo.
    • 482. Perché le cose perfettamente ritratte di naturale non paiono del medesimo rilievo qual pare esso naturale.
    • 483. Qual pare piú rilevato, o il rilievo vicino all’occhio, o il rilievo remoto da esso occhio.
    • 484. Precetto.
    • 485. Di far che le cose paiano spiccate da’ lor campi, cioè dalla parete dove sono dipinte.
    • 486. Precetto.
    • 487. Come le figure spesso somigliano ai loro maestri.
    • 488. Del figurare le parti del mondo.
    • 489. Del figurare le quattro cose de’ tempi dell’anno, o partecipanti di quelle.
    • 490. Del vento dipinto.
    • 491. Del principio di una pioggia.
    • 492. Della disposizione di una fortuna di venti e di pioggia.
    • 493. Delle ombre fatte da’ ponti sopra la loro acqua.
    • 494. De’ simulacri chiari o scuri che s’imprimono sopra i luoghi ombrosi e luminati posti infra la superficie ed il fondo delle acque chiare.
    • 495. Dell’acqua chiara è trasparente il fondo fuori della superficie.
    • 496. Della schiuma dell’acqua.
    • 497. Precetto di pittura.
    • 498. Precetto.
    • 499. De’ dieci uffici dell’occhio, tutti appartenenti alla pittura.
    • 500. Della statua.
    • 501. Per fare una pittura d’eterna vernice.
    • 502. Modo di colorire in tela.
    • 503. De’ fumi delle città.
    • 504. Del fumo e della polvere.
    • 505. Precetto di prospettiva in pittura.
    • 506. L’occhio posto in alto che vede degli obietti bassi.
    • 507. L’occhio posto in basso che vede degli obietti bassi ed alti.
    • 508. Perché si dà il concorso di tutte le specie che vengono all’occhio ad un sol punto.
    • 509. Delle cose specchiate nell’acqua.
    • 510. Delle cose specchiate in acqua torbida.
    • 511. Delle cose specchiate in acqua corrente.
    • 512. Della natura del mezzo interposto infra l’occhio e l’obietto.
    • 513. Effetti del mezzo circondato da superficie comune.
    • 514. Degli obietti.
    • 515. Delle diminuzioni de’ colori e corpi.
    • 516. Delle interposizioni de’ corpi trasparenti infra l’occhio e l’obietto.
  • Parte quarta.
  • DE’ PANNI E MODO DI VESTIR LE FIGURE CON GRAZIA E DEGLI ABITI E NATURE DE’ PANNI.
    • 517. De’ panni che vestono le figure.
    • 518. Delle maniere rotte o salde de’ panni che vestono le figure.
    • 519. Del vestire le figure con grazia.
    • 520. De’ panni che vestono le figure, e pieghe loro.
    • 521. Del modo di vestire le figure.
    • 522. De’ vestimenti.
    • 523. De’ panni volanti o stabili.
    • 524. Operazioni de’ panni e loro pieghe, che sono di tre nature.
    • 525. Delle nature delle pieghe de’ panni.
    • 526. Come si devono dare le pieghe ai panni.
    • 527. Delle poche pieghe de’ panni.
    • 528. Delle pieghe de’ panni in iscorto.
    • 529. De’ modi del vestire le figure, ed abiti diversi.
    • 530. Dell’occhio che vede pieghe de’ panni che circondano l’uomo.
    • 531. Delle pieghe de’ panni.
    • 532. Delle pieghe.
  • Parte quinta.
  • DELL’OMBRA E LUME, E DELLA PROSPETTIVA.
    • 533. Che cosa è ombra.
    • 534. Che differenza è da ombra a tenebre.
    • 535. Da che deriva l’ombra.
    • 536. Dell’essere dell’ombra per sé.
    • 537. Che cosa è ombra e lume, e qual è di maggior potenza.
    • 538. Che sia ombra e tenebre.
    • 539. In quante parti si divide l’ombra.
    • 540. Dell’ombra e sua divisione.
    • 541. Di due specie di ombre ed in quante parti si dividono.
    • 542. Qual è piú oscura, o l’ombra primitiva o l’ombra derivativa.
    • 543. Che differenza è da ombra a tenebre.
    • 544. Che differenza è da ombra semplice a ombra composta.
    • 545. Che differenza è da lume composto a ombra composta.
    • 546. Come sempre il lume composto e l’ombra composta confinano insieme.
    • 547. Che il termine dell’ombra semplice sarà di minor notizia.
    • 548. Dell’ombra derivativa composta.
    • 549. Come l’ombra primitiva e derivativa sono congiunte.
    • 550. Come l’ombra semplice con l’ombra composta si congiunge.
    • 551. Della semplice e composta ombra primitiva.
    • 552. De’ termini dell’ombra composta.
    • 553. Del termine dell’ombra semplice.
    • 554. Che ombra fa il lume eguale all’ombroso nella figura delle sue ombre.
    • 555. Che ombra fa l’ombroso maggiore del luminoso.
    • 556. Quante sono le sorta delle ombre.
    • 557. Quante sono le specie delle ombre.
    • 558. Di quante sorta è l’ombra primitiva.
    • 559. In quanti modi si varia l’ombra primitiva.
    • 560. Che varietà ha l’ombra derivativa.
    • 561. Di quante figure è l’ombra derivativa.
    • 562. Dell’ombra che si muove con maggior velocità che il corpo suo ombroso.
    • 563. Dell’ombra derivativa, la quale è molto piú tarda che l’ombra primitiva.
    • 564. Dell’ombra derivativa che sarà eguale all’ombra primitiva.
    • 565. Dell’ombra derivativa remota dall’ombra primitiva.
    • 566. Natura ovvero condizione dell’ombra.
    • 567. Qual è l’ombra aumentata.
    • 568. Se l’ombra primitiva è piú potente che l’ombra derivativa.
    • 569. De’ moti delle ombre.
    • 570. Percussione dell’ombra derivativa e sue condizioni.
    • 571. Dell’ombra derivativa, e dove è maggiore.
    • 572. Della morte dell’ombra derivativa.
    • 573. Della somma potenza dell’ombra derivativa.
    • 574. Dell’ombra semplice di prima oscurità.
    • 575. Delle tre varie figure delle ombre derivative.
    • 576. Varietà di ciascuna delle dette tre ombre derivative.
    • 577. Che le ombre derivative sono di tre nature.
    • 578. Che le ombre derivative sono di tre specie.
    • 579. Qualità di ombre.
    • 580. Del moto dell’ombra.
    • 581. Dell’ombra piramidale.
    • 582. Della semplice ombra derivativa.
    • 583. Dell’ombra derivativa composta.
    • 584. Se l’ombra può esser veduta per l’aria.
    • 585. Se l’ombra derivativa è piú oscura in un luogo che in un altro.
    • 586. Quale ombra derivativa mostrerà i suoi termini piú noti.
    • 587. In quanti modi principali si trasforma la percussione dell’ombra derivativa.
    • 588. In quanti modi si varia la quantità della percussione dell’ombra coll’ombra primitiva.
    • 589. Come l’ombra derivativa, essendo circondata in tutto o in parte da campo illuminato, è piú oscura che la primitiva.
    • 590. Come l’ombra primitiva, che non è congiunta con piana superficie, non sarà di eguale oscurità.
    • 591. Condizione degli obietti oscuri di ciascun’ombra.
    • 592. Qual campo renderà le ombre piú oscure.
    • 593. Dove sarà piú oscura l’ombra derivativa.
    • 594. Delle ombre.
    • 595. De’ termini che circondano le ombre derivative nelle loro percussioni.
    • 596. Come ogni corpo ombroso genera tante ombre quante sono le parti luminose che lo circondano.
    • 597. Delle varie oscurità delle ombre circondatrici di un medesimo corpo ombroso.
    • 598. Dell’ombra fatta da un corpo infra due lumi eguali.
    • 599. Che quel corpo ch’è piú propinquo al lume fa maggior ombra, e perché.
    • 600. Perché l’ombra maggiore che la sua cagione si fa di discordante proporzione.
    • 601. Perché l’ombra maggiore che la sua cagione ha termini confusi.
    • 602. Come l’ombra separata non sarà mai simile per grandezza alla sua cagione.
    • 603. Che differenza è da ombra congiunta co’ corpi ad ombra separata.
    • 604. Natura dell’ombra derivativa.
    • 605. Delle figure delle ombre.
    • 606. Dell’ombra derivativa generata in altra ombra derivativa.
    • 607. De’ termini dell’ombra derivativa.
    • 608. Dell’estensione dell’ombra derivativa.
    • 609. Dove l’ombra derivativa è piú oscura.
    • 610. Delle varietà delle ombre nel variare le grandezze de’ lumi che le generano.
    • 611. Del variare dell’ombra senza diminuzione del lume che la causa.
    • 612. Dell’ombra che si converte in lume.
    • 613. Del lume che si converte in ombra.
    • 614. Dell’ombra derivativa creata da lume di lunga figura, che percuote l’obietto simile a sé.
    • 615. Che le ombre debbono sempre partecipare del colore del corpo ombroso.
    • 616. Delle cose bianche remote dall’occhio.
    • 617. Delle ombre delle cose remote e lor colore.
    • 618. Delle ombre, e quali sono quelle primitive che saranno piú oscure sopra il suo corpo.
    • 619. Qual parte della superficie di un corpo s’imprime meglio del colore del suo obietto.
    • 620. Qual parte della superficie di un corpo ombroso sarà dove i colori degli obietti si mischiano.
    • 621. Qual parte è di mediocre ombra nella superficie di un corpo ombroso.
    • 622. Qual parte della superficie illuminata sarà di maggior chiarezza.
    • 623. Qual ombra principale nelle superficie de’ corpi avrà minore o maggior differenza delle parti luminose.
    • 624. Delle ombre fatte nelle parti ombrose de’ corpi opachi.
    • 625. Qual corpo piglia piú quantità di ombra.
    • 626. Qual corpo piglia piú quantità di luce.
    • 627. Qual corpo piglia piú oscura ombra.
    • 628. Della qualità dell’oscurità delle ombre.
    • 629. Dell’ombra delle verdure de’ prati.
    • 630. Precetto di pittura.
    • 631. Delle ombre che non sono compagne della parte illuminata.
    • 632. Del lume de’ corpi ombrosi che non sono quasi mai del vero colore del corpo illuminato.
    • 633. Come son le ombre per lunga distanza.
    • 634. Della larghezza delle ombre, e de’ lumi primitivi.
    • 635. Delle maggiori o minori oscurità delle ombre.
    • 636. Dove le ombre ingannano il giudizio che dà sentenza della lor maggiore o minore oscurità.
    • 637. Dove i lumi ingannano il giudizio del pittore.
    • 638. Dell’ombra ne’ corpi.
    • 639. Delle qualità di ombre e di lumi.
    • 640. Delle ombre e lumi, e colori.
    • 641. De’ lumi ed ombre, e colori di quelli.
    • 642. Dell’ombra e lumi negli obietti.
    • 643. De’ termini insensibili delle ombre.
    • 644. Delle qualità de’ lumi ed ombre ne’ corpi ombrosi.
    • 645. Delle dimostrazioni de’ lumi e delle ombre.
    • 646. De’ lumi.
    • 647. De’ lumi ed ombre.
    • 648. De’ lumi ed ombre che di sé tingono le superficie delle campagne.
    • 649. Del lume derivativo.
    • 650. De’ lumi.
    • 651. Di illuminazione e lustro.
    • 652. Di ombra e lume.
    • 653. Di ombra e lume.
    • 654. De’ lumi ed ombre.
    • 655. Di ombra e lume.
    • 656. Esempio.
    • 657. Di ombre e lumi.
    • 658. De’ lumi infra le ombre.
    • 659. Del chiaro e scuro.
    • 660. Del chiaro e scuro.
    • 661. Delle quattro cose che si hanno da considerare principalmente nelle ombre e ne’ lumi.
    • 662. Della natura del lume illuminatore de’ corpi ombrosi.
    • 663. De’ lumi universali sopra i corpi puliti.
    • 664. De’ corpi ombrosi i quali son puliti e lustri.
    • 665. Come i corpi circondati da lume universale generano in molte parti di sé i lumi particolari.
    • 666. Delle ombre e lumi co’ quali si fingono le cose naturali.
    • 667. Delle ombre, ed in quali corpi non possono essere di gran potenza di oscurità, e cosí i lumi.
    • 668. Del lume particolare del sole o di altro corpo luminoso.
    • 669. Del lume universale dell’aria dove non percuote il sole.
    • 670. Dell’universale illuminazione mista colla particolare del sole o di altri lumi.
    • 671. Dell’ombra media, la quale s’interpone infra la parte illuminata e l’ombrosa de’ corpi.
    • 672. Se il gran lume di poca potenza val quanto un piccolo lume di gran potenza.
    • 673. Del mezzo incluso infra i lumi e le ombre principali.
    • 674. Del sito dell’occhio che vede piú o men ombra secondo il moto ch’esso fa intorno al corpo ombroso.
    • 675. Qual sito è quello donde mai si vede ombra negli sferici ombrosi.
    • 676. Qual sito ovvero qual distanza è quella intorno al corpo sferico, donde mai non è privato d’ombra.
    • 677. Qual lume fa le ombre de’ corpi piú differenti ai lumi loro.
    • 678. Di varî obietti vicini veduti in lunga distanza.
    • 679. Del sito dove l’obietto si mostra di maggiore oscurità.
    • 680. Dove ed in qual colore le ombre perdano piú il colore naturale della cosa ombrata.
    • 681. Qual colore di corpo farà ombra piú differente dal lume, cioè qual sarà piú oscura.
    • 682. Qual parte di un corpo sarà piú illuminata da un medesimo lume in qualità.
    • 683. Egualità di ombre in pari corpi ombrosi e luminosi in diverse distanze.
    • 684. Qual luminoso è quello che mai vedrà se non la metà dello sferico ombroso.
    • 685. S’egli è possibile che per alcuna distanza un corpo luminoso possa illuminare solamente la metà di un corpo ombroso minore di esso.
    • 686. Delle varie oscurità delle ombre de’ corpi in pittura contraffatte.
    • 687. Quali colori fan piú varietà di lumi alle ombre.
    • 688. Tutti i colori nelle lontane ombre sono ignoti ed indiscernibili.
    • 689. De’ colori delle specie degli obietti che tingono di sé le superficie de’ corpi opachi.
    • 690. Del color falso delle ombre de’ corpi opachi.
    • 691. Qual è in sé vera ombra de’ colori de’ corpi.
    • 692. Qual obietto tinge piú della sua similitudine le superficie bianche de’ corpi opachi.
    • 693. Degli accidenti delle superficie de’ corpi.
    • 694. Del colore delle ombre, e quanto si oscurano.
    • 695. De’ colori de’ lumi illuminatori de’ corpi ombrosi.
    • 696. Quel che fan le ombre co’ lumi ne’ paragoni.
    • 697. Quali sono gli obietti delle carni che le fanno dimostrare le ombre compagne de’ lumi.
    • 698. Delle ombre de’ visi che passando per le strade molli non paiono compagne delle loro incarnazioni.
    • 699. Della qualità dell’aria alle ombre e ai lumi.
    • 700. De’ lumi piccoli.
    • 701. Qual superficie fa minor differenza di chiaro e di scuro.
    • 702. Dov’è maggior varietà dalle ombre ai lumi, o nelle cose vicine o nelle remote.
    • 703. Quale sarà quel corpo che di pari colore e distanza dall’occhio men varia i suoi lumi dalle ombre.
    • 704. Perché si conoscono le vere figure di qualunque corpo vestito e terminato nelle superficie.
    • 705. Della discrezione delle ombre de’ siti e delle cose poste in quelli.
    • 706. In quali superficie si trova la vera ed eguale luce.
    • 707. Della chiarezza del lume derivativo.
    • 708. Della remozione e propinquità che fa l’uomo nel discostarsi ed avvicinarsi ad un medesimo lume, e della varietà delle ombre sue.
    • 709. Delle varietà che fa il lume immobile delle ombre che si generano ne’ corpi, che in sé medesimi si piegano, o abbassano, o alzano senza mutazione de’ loro piedi.
    • 710. Qual corpo è quello che accostandosi al lume cresce la sua parte ombrosa.
    • 711. Qual è quel corpo che quanto piú si accosta al lume piú diminuisce la sua parte ombrosa.
    • 712. Qual è quel corpo ombroso che non cresce né diminuisce le sue parti ombrose o luminose per nessuna distanza o vicinità dal corpo che lo illumina.
    • 713. Infra i corpi di eguale grandezza, quello che da maggior lume sarà illuminato avrà la sua ombra di minore lunghezza.
    • 714. Quei corpi sparsi situati in abitazione illuminata da una sola finestra faranno l’ombra derivativa piú o meno breve, secondo che sarà piú o meno a riscontro di essa finestra.
    • 715. Ogni mezzo d’ombra derivativa si drizza col mezzo dell’ombra originale, e col centro del corpo ombroso, e del lume derivativo, e col mezzo della finestra, ed in ultimo col mezzo di quella parte del meridionale fatto dall’emisfero celeste.
    • 716. Ogni ombra fatta dal corpo ombroso minore del lume originale manderà le ombre derivative tinte del colore della loro origine.
    • 717. Quella parte del corpo ombroso sarà meno luminosa, che sarà veduta da minore quantità di lume.
    • 718. Ogni lume che cade sopra i corpi ombrosi infra eguali angoli, tiene il primo grado di chiarezza, e quello sarà piú scuro che riceve gli angoli meno eguali, ed il lume o le ombre fanno loro ufficio per piramide.
    • 719. Ogni ombra fatta dai corpi si dirizza colla linea del mezzo ad un solo punto fatto per intersecazione di linee luminose nel mezzo dello spazio e grossezza della finestra.
    • 720. Ogni ombra con tutte sue varietà che per distanza cresce per larghezza piú che la sua cagione, le sue linee esteriori si congiungono insieme infra il lume e il corpo ombroso.
    • 721. Ogni corpo ombroso si trova infra due piramidi, una scura e l’altra luminosa; l’una si vede e l’altra no, e questo solo accade quando il lume entra per una finestra.
    • 722. Qual è quel lume che, ancoraché l’occhio sia piú discosto dallo sferico ombroso che esso lume, non potrà mai vedere ombra, stando dietro al lume.
    • 723. Dell’occhio che per lunga distanza mai gli sarà occupata la veduta dell’ombra nell’ombroso, quando il luminoso sarà minore dell’ombroso.
    • 724. Dell’ombra dell’opaco sferico posto infra l’aria.
    • 725. Dell’ombra dell’opaco sferico posato sopra la terra.
    • 726. Delle ombre de’ corpi alquanto trasparenti.
    • 727. Dell’ombra maestra che sta infra il lume incidente ed il riflesso.
    • 728. De’ termini de’ corpi che prima si perdono di notizia.
    • 729. De’ termini de’ corpi opachi.
    • 730. Come i termini de’ corpi ombrosi veduti da una medesima pupilla non sono in un medesimo sito in esso corpo.
    • 731. Come quel corpo ha i suoi termini piú confusi, che sarà piú vicino all’occhio che li vede.
    • 732. Come si deve conoscere qual parte del corpo deve essere piú o men luminosa che le altre.
    • 733. Quando gli angoli fatti dalle linee incidenti saranno piú eguali, in quel luogo sarà piú lume, e dove saran piú disuguali, sarà piú oscurità.
    • 734. Come i corpi accompagnati da ombra e lume sempre variano i loro termini dal colore e lume di quella cosa che confina colla loro superficie.
    • 735. De’ colmi de’ lumi che si voltano e trasmutano, secondo che si trasmuta l’occhio veditore di esso corpo.
    • 736. Modo come devono terminare le ombre fatte dagli obietti.
    • 737. Qual parte dello sferico meno si illumina.
    • 738. Qual parte dello sferico piú si illumina.
    • 739. Qual parte dell’opaco sferico meno si illumina.
    • 740. Della proporzione che hanno le parti luminose de’ corpi co’ loro riflessi.
    • 741. Della parte piú oscura dell’ombra ne’ corpi sferici o colonnali.
    • 742. Come le ombre fatte da lumi particolari si debbono fuggire, perché sono i loro fini simili ai principî.
    • 743. Del dare i lumi debiti alle cose illuminate secondo i siti.
    • 744. Regola del porre le debite ombre e i debiti lumi ad una figura, ovvero corpo laterato.
    • 745. Regola del porre le vere chiarezze de’ lumi sopra i lati del predetto corpo.
    • 746. Perché pare piú chiaro il campo illuminato intorno all’ombra derivativa stando in casa che in campagna.
    • 747. Del dare i lumi.
    • 748. Del dare con artificiosi lumi ed ombre aiuto al finto rilievo della pittura.
    • 749. Del circondare i corpi con varî lineamenti di ombra.
    • 750. Modo di fare alle figure l’ombra compagna del lume e del corpo.
    • 751. De’ siti de’ lumi e delle ombre delle cose vedute in campagna.
    • 752. Se il sole è in oriente e l’occhio a settentrione, ovvero a meridie.
    • 753. Del sole e dell’occhio posti all’oriente.
    • 754. Del sole all’oriente e l’occhio all’occidente.
    • 755. Ricordo al pittore.
    • 756. Della convenienza delle ombre compagne de’ loro lumi.
    • 757. In che parte de’ corpi ombrosi si dimostreranno i loro colori di piú eccellente bellezza.
    • 758. Perché i termini de’ corpi ombrosi si mostrano alcuna volta piú chiari o piú scuri che non sono.
    • 759. Che differenza è dalla parte illuminata nella superficie de’ corpi ombrosi alla parte lustra.
  • DEL LUSTRO.
    • 760. Del lustro de’ corpi ombrosi.
    • 761. Come il lustro è piú potente in campo nero che in alcun altro campo.
    • 762. Come il lustro generato nel campo bianco è di piccola potenza.
    • 763. Delle grandezze de’ lustri sopra i corpi tersi.
    • 764. Che differenza è da lustro a lume.
    • 765. Del lume e lustro.
    • 766. Quali corpi sono quelli che hanno il lume senza lustro.
    • 767. Quali corpi sono quelli che hanno lustro e non parte luminosa.
    • 768. Del lustro.
  • DE’ RIFLESSI
    • 769. Dell’ombra interposta infra lume incidente e lume riflesso.
    • 770. Dove il riflesso dev’essere piú oscuro.
    • 771. Perché i riflessi poco o niente si vedono ne’ lumi universali.
    • 772. Come il riflesso si genera ne’ lumi universali.
    • 773. Quali lumi facciano piú nota e spedita la figura de’ muscoli.
    • 774. Come i corpi bianchi si devono figurare.
    • 775. Dell’occhio che sta al chiaro e vede il luogo oscuro.
    • 776. Dell’occhio che vede le cose in luogo chiaro.
    • 777. Delle ombre e lumi delle città.
    • 778. Dell’illuminazione delle parti infime de’ corpi insieme ristretti, come gli uomini in battaglia.
    • 779. Del lume particolare.
  • DELLE OMBROSITÀ E CHIAREZZE DE’ MONTI
    • 780. Prospettiva comune.
    • 781. Delle cime de’ monti vedute di sopra in giú.
    • 782. Dell’aria che mostra piú chiare le radici de’ monti che le loro cime.
    • 783. Perché i monti distanti mostrano piú oscure le sommità che le loro basi.
    • 784. Delle cime de’ monti che si scoprono all’occhio l’una piú alta dell’altra, che le proporzioni delle distanze non sono colle proporzioni de’ colori.
    • 785. Delle cime de’ monti che non diminuiscono ne’ colori secondo la distanza delle cime loro.
    • 786. Dell’inganno del pittore nella grandezza degli alberi e degli altri corpi delle campagne.
    • 787. Perché i monti in lunga distanza si dimostrano piú scuri nella cima che nella base.
    • 788. Perché i monti paiono avere piú oscure le cime che le basi in lunga distanza.
    • 789. Come non si deve figurar le montagne cosí azzurre il verno come l’estate.
    • 790. Come i monti ombrati dai nuvoli partecipano del colore azzurro.
    • 791. Dell’aria che infra i monti si dimostra.
    • 792. De’ monti e loro divisione in pittura.
    • 793. Pittura che mostra la necessaria figurazione delle alpi, monti e colli.
    • 794. Pittura e come i monti crescono.
    • 795. Pittura nel figurare le qualità e membri de’ paesi montuosi.
    • 796. De’ monti.
    • 797. De’ monti.
    • 798. Precetto.
    • 799. Del corpo luminoso che si volta intorno senza mutazione di sito e riceve un medesimo lume da diversi lati e si varia in infinito.
    • 800. Di ombra e lume de’ corpi ombrosi.
    • 801. De’ corpi illuminati dall’aria senza il sole.
    • 802. Quei termini delle ombre saranno piú insensibili, che nasceranno da maggior quantità di luce.
    • 803. Quale ombra è piú oscura.
    • 804. Del lume.
    • 805. Precetto.
    • 806. Precetto.
    • 807. De’ termini de’ corpi mediante i campi.
    • 808. Precetto delle ombre.
    • 809. Dell’imitazione de’ colori in qualunque distanza.
    • 810. Del lume riflesso.
    • 811. Di prospettiva.
  • Parte sesta.
  • DEGLI ALBERI E DELLE VERDURE.
    • 812. Discorso delle qualità de’ fiori nelle ramificazioni delle erbe.
    • 813. Della ramificazione delle piante.
    • 814. Della ramificazione delle piante.
    • 815. Della ramificazione delle piante.
    • 816. Delle minori ramificazioni delle piante.
    • 817. Della proporzione che hanno infra loro le ramificazioni delle piante.
    • 818. Della ramificazione degli alberi.
    • 819. All’albero giovane non crepa la scorza.
    • 820. Della ramificazione delle piante.
    • 821. Delle ramificazioni delle piante.
    • 822. Del nascimento delle foglie sopra i rami.
    • 823. Delle ramificazioni delle piante colle loro foglie.
    • 824. Del nascimento de’ rami nelle piante.
    • 825. Perché molte volte i legnami non sono diritti nelle lor vene.
    • 826. Degli alberi.
    • 827. Degli alberi.
    • 828. Della ramificazione degli alberi.
    • 829. Della ramificazione che in un anno rimette nelle fronti de’ rami tagliati.
    • 830. Della proporzione de’ rami colla proporzione del loro nutrimento.
    • 831. Dell’accrescimento degli alberi e per qual verso piú crescono.
    • 832. Quali rami degli alberi sono quelli che piú crescono in un anno.
    • 833. Della scorza degli alberi.
    • 834. Della parte settentrionale delle piante degli alberi.
    • 835. Della scorza delle piante.
    • 836. Delle diversità che hanno le ramificazioni degli alberi.
    • 837. Delle ramificazioni delle piante che mettono i rami a riscontro l’uno dell’altro.
    • 838. Degli accidenti che piegano le predette piante.
    • 839. Degli accidenti delle ramificazioni delle piante.
    • 840. Delle trasparenze delle foglie.
    • 841. Del centro degli alberi nella loro grossezza.
    • 842. Qual pianta cresce nelle selve di piú continuata grossezza ed in maggiore altezza.
    • 843. Qual pianta è di grossezza piú disforme e di minore altezza e piú dura.
    • 844. Delle piante e legnami segati i quali mai per sé si piegheranno.
    • 845. Delle aste che piú si mantengono diritte.
    • 846. Delle crepature de’ legni quando si seccano.
    • 847. De’ legni che non si scoppiano nel seccarsi.
    • 848. Ramificazione di alberi in diverse distanze.
    • 849. Della parte che resta nota negli alberi in lunga distanza.
    • 850. Delle distanze piú remote delle anzidette.
    • 851. Delle cime de’ rami delle piante fronzute.
    • 852. Perché i medesimi alberi paiono piú chiari d’appresso che da lontano.
    • 853. Perché gli alberi da una distanza in là quanto piú sono lontani piú si rischiarano.
    • 854. Delle varietà delle ombre degli alberi ad un medesimo lume, in un medesimo paese, in lume particolare.
    • 855. De’ lumi della ramificazione degli alberi.
    • 856. Della forma che hanno le piante nel congiungersi colle loro radici.
    • 857. Delle ombre e lumi e loro grandezze nelle foglie.
    • 858. Dell’illuminazione delle piante.
    • 859. Ricordo delle piante al pittore.
    • 860. Del lume universale illuminatore delle piante.
    • 861. Degli alberi e loro lume.
    • 862. Della parte illuminata delle verdure e de’ monti.
    • 863. De’ lumi delle foglie oscure.
    • 864. De’ lumi delle foglie di verdura traenti al giallo.
    • 865. Degli alberi che sono illuminati dal sole e dall’aria.
    • 866. De’ lustri delle foglie delle piante.
    • 867. Del verde delle foglie.
    • 868. Dell’oscurità dell’albero.
    • 869. Degli alberi.
    • 870. Degli alberi posti sotto l’occhio.
    • 871. Delle cime sparse degli alberi.
    • 872. Delle remozioni delle campagne.
    • 873. Dell’azzurro che acquistano gli alberi remoti.
    • 874. Del sole che illumina la foresta.
    • 875. Delle parti luminose delle verdure delle piante.
    • 876. Delle piante che sono infra l’occhio e il lume.
    • 877. Del colore accidentale degli alberi.
    • 878. Della dimostrazione degli accidenti.
    • 879. Quali termini dimostrino le piante remote dall’aria che si fa lor campo.
    • 880. Delle ombre delle piante.
    • 881. Delle ombre e trasparenze delle foglie.
    • 882. Delle ombre delle foglie trasparenti.
    • 883. Del non fingere mai foglie trasparenti al sole.
    • 884. Dell’ombra della foglia.
    • 885. Delle foglie oscure dinanzi alle trasparenti.
    • 886. Delle piante giovani e loro foglie.
    • 887. Del colore delle foglie.
    • 888. Degli alberi che mettono i rami diritti.
    • 889. Delle ombre degli alberi.
    • 890. Degli alberi orientali.
    • 891. Delle ombre delle piante orientali.
    • 892. Delle piante meridionali.
    • 893. De’ prati.
    • 894. Delle erbe de’ prati.
    • 895. Dell’ombra della verdura.
    • 896. De’ paesi in pittura.
    • 897. Perché le ombre de’ rami fronzuti non si dimostrano potenti vicino alle loro parti luminose come nelle parti opposite.
    • 898. Qual parte del ramo della pianta sarà piú oscura.
    • 899. Della veduta degli alberi.
    • 900. De’ paesi.
    • 901. Pittura della nebbia che cuopre i paesi.
    • 902. De’ paesi.
    • 903. De’ paesi nelle nebbie o nel levare o nel porre del sole.
    • 904. Degli alberi veduti di sotto.
    • 905. Descrizione dell’olmo.
    • 906. Delle foglie del noce.
    • 907. Degli aspetti de’ paesi.
    • 908. Della trasforazione delle piante in sé.
    • 909. Degli alberi che occupano le trasforazioni l’un dell’altro.
    • 910. Precetti di piante e verdure.
    • 911. Del comporre in pittura il fondamento de’ colori delle piante.
    • 912. Precetto.
    • 913. Precetto delle piante.
    • 914. Delle erbe.
    • 915. Delle foglie.
    • 916. Precetto del contraffare il color delle foglie.
  • Parte settima.
  • DE’ NUVOLI.
    • 917. De’ nuvoli.
    • 918. Del rossore de’ nuvoli.
    • 919. Della creazione de’ nuvoli.
    • 920. De’ nuvoli e loro gravità e levità.
    • 921. Perché della nebbia si fa nuvoli.
    • 922. Dell’aria tutta nuvolosa.
    • 923. Dell’ombra de’ nuvoli.
    • 924. De’ nuvoli.
    • 925. De’ nuvoli sotto la luna.
    • 926. De’ nuvoli.
  • Parte ottava.
  • DELL’ORIZZONTE.
    • 927. Qual sia il vero sito dell’orizzonte.
    • 928. Dell’orizzonte.
    • 929. Del vero orizzonte.
    • 930. Dell’orizzonte.
    • 931. Dell’orizzonte.
    • 932. Se l’occhio che vede l’orizzonte marittimo, stando co’ piedi alla pelle di esso mare, vede esso orizzonte piú basso di sé.
    • 933. Dell’orizzonte specchiato nell’acqua corrente.
    • 934. Dove l’orizzonte si specchia nell’onda.
    • 935. Perché l’aria grossa vicina all’orizzonte si fa rossa.